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GRAZIE
di Gianni Bianchini - Dicembre 2007

 
Era un bel giorno di primavera 2004 e si stavano svolgendo le verifiche della prima e quella che sarebbe stata unica rievocazione storica del Rally Petroniano organizzato dal sempre vulcanico Vito Piarulli, quando tra una chiacchierata ed un ultimo controllo alle mie Porsche, vedo venirmi incontro una persona da me molto stimata, Piero Storai in compagnia di un signore di mezza età, dopo le presentazioni e uno scambio d’opinioni sulla gara, molto cordialmente il nuovo personaggio m’invita ad un autoraduno che si sarebbe svolto nel mese di luglio a Montepiano in provincia di Prato una bellissima località sull'Appennino Tosco-Emiliano.
Inutile scrivere che quel signore fa come nome "Walter Tartoni" un grande, unico insuperabile personaggio dotato di talento e d’animo buono.
Accettai l'invito e con il fido “Beppe” abbiamo partecipato alla seconda edizione dell'autoraduno, un emozione straordinaria che non provavo da tanto tempo in un ambiente straordinario fatto di gente appassionata di motori, con animo nobile e generoso persone come Franco, Giuliano, Pippo, il grande Marata e la bravissima Tiziana che sono dei veri supporti per una manifestazione che grazie a questo formidabile team e andata sempre in crescendo e noi preparatori dobbiamo solo ringraziare per l'opportunità di poterci esprimere con le nostre vetture storiche.
Da allora abbiamo partecipato alla terza e quarta edizione con un entusiasmo da collegiali, aspettando la data della manifestazione, per la Motorsport è diventato un appuntamento importante allargando la partecipazione ad altri piloti del mio team sempre su vetture Porsche con l'impegno di partecipazioni future sempre più massicce.
Voglio continuare questo mio pensiero che da troppo tempo desideravo far conoscere sottolineando in modo energico che solo grazie a voi ho avuto l'opportunità di conoscere quel grande giornalista e oggi mio grande amico: Nedo Checchi, un vero professionista, una persona piena di vita, preparatissimo su tutto ciò che ruota attorno ai motori, per me è sempre una grande gioia, quando ci si rivede (di rado purtroppo) e si parla di questo sport, di storie e tempi passati ma sempre con gioia.
Concludo questa mia lettera ringraziando chi e solo grazie a lui sono entrato in questo mondo che è il "CASM" un mondo cui io pensavo non esistesse più, all'amico Walter per l'amicizia che oggi ci lega, a tutto il team per ciò che hanno fatto e faranno per questo nobile sport.
Un grazie di cuore da Gianni Bianchini e dalla Motorsport Racing.
Biella 24/11/2007

Gianni Bianchini

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MONTEPIANO ?!? Ma questo è MONTEVELOCE!!!
di "Rudy" Dal Pozzo - Settembre 2007

 


A dispetto del suo nome, Montepiano rappresenta per i ralIysti dei bei tempi un punto di riferimento attivo ed importante.
Situato a pochi kilometri dall'ormai mitico Castiglion dei Pepoli, residenza degli appassionati organizzatori di innumerevoli iniziative quali Raab e Rally Legend per citarne alcune, questo ridente paesino ha deciso di smentire il suo infelice nome (in senso corsaiolo) e si è, a sua volta, dedicato al culto delle "rallyste" d'epoca, ovvero quelle proprio divertenti. Invitato dal carissimo amico Vito Piarulli, stupendo inventore delle gare di cui sopra, e da Roberto Marata, consigliere della CASM la locale associazione sportiva, mi sono appunto recato a Montepiano convinto che tutto si esaurisse nella solita cena con relativo dibattito e relativi filmati dei tempi che furono. Così non è stato. Finita la cena mi hanno accompagnato al Silos del Sandretti dove, all'interno era stato allestito addirittura un palcoscenico sul quale spiccava, nella sua consueta eleganza, Nedo Checchi. Chiamarlo speaker è riduttivo pur essendo uno dei migliori sulla piazza. Se non il migliore.. Nedo è l'enciclopedia dei rallies. Di ognuno di noi ex, possiede un dossier fotografico che farebbe invidia all'archivio di Autosprint. E lo porta sempre con sé esibendolo ogniqualvolta ci intervista. Lo conosce a memoria e salta da una foto all'altra come una gazzella in fuga salta gli ostacoli che incontra. Lei lo fa per sopravvivenza, lui per passione. Ci coinvolge emotivamente chiedendoci quello che rappresenta per noi la foto che ci sta mostrando. Lui lo sa, eh se lo sa. Ma vuole farlo sapere anche agli altri. Spicchi di storia, spicchi di ricordi che arricchiscono tutte le manifestazioni alle quali partecipa. Così ha fatto quella sera con me come con tutti gli altri ospiti fra i quali spiccava, nel sua signorile e sportivo portamento il mitico Nanni Galli. Ha corso dappertutto ed in tutte le specialità, formula I compresa. L'ho subito coinvolto in una interessante e simpatica disanima sulla differenza fra i nostri tempi e quelli di oggi. Giovani compresi. Ci siamo trovati d'accordo su tutti i cambiamenti avvenuti e sulle grandi differenze esistenti. Mi ha fatto veramente piacere scambiare le mie opinioni con una persona di tale grandezza che tanto ha dato alla specialità. Ho anche la presunzione di credere che tutti gli ospiti abbiano gradito questo inatteso show. Spero di potere presto ripetere questa esperienza anche con altri miei ex colleghi oltremodo grandi.

"Rudy" Dal Pozzo
Gentlemen Drivers

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Lettera al CASM
di Nedo Checchi - Giugno 2005


Era una splendida giornata d’estate e per recarmi a Montepiano decisi di percorrere il Passo della Futa per “un saluto” agli eroi della 1000 Miglia per poi salire sul monte Tavianella, una delle P.S. del RAAB, e fare due traversi su una serie di curve a me simpatiche.
Fu un vero piacere guidare a finestrini aperti per quella strada dove, il profumo delle piante, si mischiava con la fragranza del sottobosco ancora coperto da quello strato di foglie e muschio che, formatosi nel lungo inverno, tratteneva ancora l’essenza umida e ricca di odori tipica del clima che si crea alle prime ore del mattino in montagna in estate.
Essendo in anticipo sulla tabella di marcia, una volta arrivato a Montepiano, prima di andare al quartier generale della corsa ho incontrato casualmente un anziano signore al quale ho chiesto qualche notizia storica di Montepiano.
Può sembrare strano, ma mi ha mostrato dove stava di casa lo scultore Lorenzo Bartolini, parlandomi di lui con affetto e familiarità come se fosse un vecchio parente (ovviamente senza averlo mai conosciuto essendo morto nel 1850)!
Con quell’incontro iniziò per me una giornata memorabile sotto il punto di vista umano, sentimentale e sportivo.
A distanza di un anno nel prendere carta e penna per scrivere di Montepiano, mi sono sentito impacciato come se dovessi esprimere un giudizio sulla mia terra, sulla montagna del Pratomagno dove sono nato, sulla mia casa, sulla mia famiglia.
Mi sono identificato, inspiegabilmente o, forse no, con la terra di Montepiano, con quella gente simile a me amante dei motori, in tutto e per tutto vicino al mio codice interno. Un codice che non è ugualmente forte ovunque, non ha dappertutto la stessa energia formativa.
Quello che Montepiano trasmette a chi vi soggiorna è paragonabile ad una intelaiatura essenziale, ad una regola del pensiero e dell’anima e forse anche qualche cosa di più sottile, al punto che la riflessione, il pensiero e la sensazione, sia anche più forte di ciò che è osservabile.
Mi piace pensare, ricordare Montepiano oltre ché come circostanza sportiva (ma in se e per se tecnicamente simile ad altre) in termini valutativi-riflessivi in quella alternanza di sensazioni che hanno rivelato il grado di attaccamento, o a dare la coscienza del mio amore verso i motori e la gente come voi, abitanti di Montepiano e amici del CASM che il mio intelletto aveva più mascherato che manifestato.
Come si vive bene costì, un posto con tanta storia vissuta. Un passato ben visibile in forme divenute esemplari.

P.S.
Pensiero per la “TBS”, la foto, i preparativi…
Le immagini sono ora composte nella memoria, in un insieme che sa anche di gioie e di dolori. Riemerge un po’ della vita che fu e che è. E io mi domando allora se vorrei che quella vita fosse stata o non lo fosse. Non so.
So solamente che la “TBS” com’era ha determinato in me, nel vederla e in parte conoscerla, come un flusso di sentimenti, come uno scorrere di altro sangue ideale, verso quella gente e quel caro paese.

Nedo Checchi
Giornalista

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Una giornata in pole-position (da spettatori a protagonisti)
di Agostino Vitamia - Luglio 2003

Un sogno che si è tramutato in realtà !!
Queste cose da quanto son belle, oltre che poter usufruire degli ecoincentivi, dovrebbero essere annunciate in tutti i telegiornali di prima serata:

E' nato il primo Rally Revival di MONTEPIANO!!!

L'entusiasmo con cui è stato accolto ha contaminato centinaia di appassionati di automobilismo sportivo che, cercando di tenere le ruote per terra, sono già al settimo cielo.

Anche se il decalogo preparato dagli Organizzatori comincia:
PRIMO, non rischiare;
SECONDO, massima prudenza;
TERZO, rispetto del codice della strada............;
"Tutti" non vedono l'ora di risentire e di rivedere slittate e derapate a manetta sui micidiali tornanti di Tavianella.

I dintorni di MONTEPIANO, nel recente passato, ci hanno regalato giornate indimenticabili con il passaggio in "prova speciale" di auto da corsa degli "Anni Ruggenti" del Rallysmo Italiano; macchine chiamate e diventate STORICHE, ma che nelle mani dei veri appassionati hanno ancora i numeri per dimostrare il loro valore.

Oggi questa brillante iniziativa ha fatto sì che il Paese riviva quelle stesse emozioni ma stavolta molto più da vicino e con un contorno così favoloso da richiamare anche lo spettatore meno interessato a questo genere di sport.

I partecipanti avranno poi la felice possibilità di ripercorrere le strade che hanno reso famosi il RAAB ed il RALLY DI PRATO;
faranno tappa nei posti più caratteristici della vallata;
"subiranno" il calore degli abitanti locali che sono fra i più competenti della Toscana... e forse li sentiranno sospirare: "Eh! Se fossi ancora ne mi' cenci..."

Chi scrive sa bene lo sforzo fisico e finanziario che bisogna produrre in una manifestazione motoristica, sia per partecipare che per organizzarla..... quindi, concludo questo mio intervento con un appello a chi può e a chi non può:
Siccome "senza i lilleri un si lillera"... ognuno con quello che può faccia in modo che la manifestazione così bella abbia il N°2, il N°3, ecc. ecc. ecc............

E così, come disse il granturco alla pannocchia: "Non ci lasceremo mais!!!"

Agostino Vitamia

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Bentornati amici di Fabiano Falconi
22 aprile 2004

Cari Amici

alle volte -“sapete”- mi viene da pensare a come il passato venga affidato alle cure di sbiadite fotografie o a cimeli consunti, a drappi e trofei ammassati su mensole, relegati in soffitte da dove il sole è stato bandito, o più semplicemente, sospeso.
Penso a come il tempo trascorso appaia, a chi se lo scorda, come una clessidra che rilasciati con costante cascata tutti i suoi granelli nel fondo del vetro, attende che qualcuno la rimetta sottosopra per tornare a contare il migrare delle ore.
Mi chiedo dove finirebbero i ricordi se nessuno li pensasse, o ne risvegliasse la trina di emozioni che si portano cuciti appresso come tatuaggi o pupille.
A tutte queste memorie -“quelle dei motori e delle corse, intendo”- voi avete ridato un senso, una forma, una sostanza, una vitalità riscoperta e pronta a farsi vivere nuovamente.
Non è raro sentirvi parlare di chi correva e magari ora il suo presente lo ha portato altrove; di chi fosse il più bravo alla guida; della sfortuna che alle volte sciupa una gara; degli aneddoti ironici o bislacchi che covano in seno un senso profondo di amicizia e rispetto; di auto con innumerevoli cavalli ma con una propria storia da raccontare custodita in gomme, marmitte, pistoni. In un numero. Ma, soprattutto, della chiave precisa e perfetta che una volta girata avvia quel rumoreggiare forte e roco che chiama il pilota a schiacciare sul pedale; il navigatore alla lettura delle traiettorie; il pubblico a capire fin dall’eco lontano che si sta facendo sul serio; che si è ricominciato; che ora il tempo bisogna domarlo, addomesticarlo, imbrigliarlo.
Ciò che è stato anni fa, le strade percorse, i tornanti impostati, le notti passate ad approntare il mezzo per la sua messa a punto… niente si è disperso.
Con questa manifestazione avete reso al presente l’orgoglio di aver avuto un passato -il vostro, e con esso quello di Montepiano-, e consegnate a molte persone che amano questo sport, che unisce l’uomo e la macchina, la possibilità di infiammarsi per nuove trepidazioni.
Non è poco -“credetemi, anzi”- riuscire a suscitare emozioni, a scagionare l’impeto che spesso se ne sta imprigionato nei cuori. Voi ci siete già riusciti una volta, e quest’anno -“in bocca al lupo”- lo farete ancora, come sempre, ne sono sicuro, in maniera impeccabile. Bravi!

Bentornati Amici

Fabiano Falconi

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La forza della passione di Giancarlo Leoni
Aprile 2005

Quando, agli inizi del 2003, fui contattato dai “Ragazzi” di Montepiano, fondatori del Club Automoto Storiche, mi resi subito conto di come questi si muovevano con decisione e determinazione per il raggiungimento dei loro obiettivi.
Da poco tempo avevano reso possibile la nascita del Club e già stavano guardando oltre, avevano cioè le idee chiare su cosa avrebbero fatto non solo da grandi ma anche su come operare per diventarlo.
Mi feci coinvolgere con entusiasmo in questo loro progetto e cercai di dare loro il massimo di consulenza e collaborazione; i risultati sotto gli occhi di tutti, a dimostrazione che l’impegno e la serietà sono il vero motore che porta al successo in ogni campo.
Ho avuto modo di verificare in molte occasioni, e non solo in ambito sportivo, quanto sia vivo in loro l’amore ed il radicamento al loro Paese e alle sue tradizioni, è in questa ottica che deve essere vista la loro voglia di fare.
Inutile dire che questa nostra collaborazione si è trasformata presto in vera e propria amicizia, amicizia che si fonda su valori genuini, liberi da qualsiasi condizionamento.
Il “Gruppo” di Montepiano ne ha già fatta di strada nel breve periodo di poco più di due anni, nell’ambito della Federazione Sportiva Automobilistica, da me rappresentata nel nostro territorio; ad esempio, sono già dieci gli Ufficiali di gara che, dopo aver conseguito la relativa licenza, si sono fatti apprezzare per la loro competenza e professionalità, nell’espletare le mansioni nelle manifestazioni automobilistiche, in particolare per la loro opera svolta presso l’impianto dell’autodromo Internazione del Mugello.
Una menzione a parte la voglio dedicare al contributo e all’aiuto che il “Gruppo”, da subito, ha prestato per la perfetta realizzazione dell’evento clou in campo motoristico nella nostra provincia, mi riferisco al Rally di Prato e Firenze, di cui sono presidente del Comitato Organizzatore.
La dimostrazione di quanto gli Amici di Montepiano siano personaggi proiettati nella logica di migliorarsi nell’ambito di una evoluzione organizzativa, ci viene data esaminando le caratteristiche di questa terza edizione della manifestazione; si è passati dalla tipologia di Raduno a quella, più impegnativa, di Regolarità e si è pensato ad un nuovo percorso inedito che porterà, fra l’altro, i partecipanti in una zona abbastanza ancora poco conosciuta della provincia pratese, mi riferisco al territorio del comune di Cantagallo.
Termino il mio spazio ringraziando gli Organizzatori per il loro impegno e dedizione e con la riflessione che lo Sport sicuramente non è solo quello di livello che si vede in TV ma è anche, e soprattutto, quello che nasce e si sviluppa nei nostri paesi, in forma disinteressata e passionale.

Il Delegato Sportivo Provinciale ACI-CSAI
Giancarlo Leoni

 

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Ultimo aggiornamento: Aprile 2004 
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